La ricchezza della diversità- WunderkammerXXI

locandinaWUNDERKAMMER XXI con logo bordo blu

In occasione del prestigioso Festival delle trasformazioni, organizzato da Rete Cultura Vigevano in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Vigevano, che si svolgerà dal 7 settembre al 10 ottobre 2018, l’Associazione culturale Libellula, aderente a Rete Cultura Vigevano, presenterà:

La ricchezza della diversità: WUNDERKAMMER XXI

L’evento si svolgerà presso la Sala dell’Affresco del Castello Sforzesco di Vigevano dal 7 al 13 settembre 2018, e consta di un’unica installazione che occuperà l’intera porzione della Sala destinata agli eventi espositivi. Il vernissage è previsto per venerdì 7 settembre alle ore 18.00.

L’evento sarà aperto dalla performance artistica “La ricchezza della diversità”, che riprende parte del titolo, ed è una riflessione sull’impoverimento dell’habitat naturale ogni volta che si estingue una specie animale o vegetale. La performance di Giuse Iannello prevede la partecipazione dell’attrice ELISABETTA UBEZIO nel ruolo di Madre Natura, oltre all’Artista stessa, con musiche originali di VALERIO INCERTO.
MARIATERESA BOCCA, Presidente dell’Associazione culturale Libellula, introdurrà quindi brevemente gli Artisti le cui opere sono entrate a far parte dell’installazione:
ANDROS – SAMANTHA BONANNO

GIAMPIERO BONOMI – GERMANO CASONE

GIUSE IANNELLO – LORENZO LUCATELLI – PIERANGELO RUSSO

PAOLO VECCHIO
Wunderkammer 2018 si rifà alle “camere delle meraviglie”, appunto, che, a partire dal Rinascimento fino al XVIII secolo, riunivano le “naturalia”, vegetali o animali ritenuti eccezionali per qualche particolare, e le “artificialia”, opere d’eccezione dell’ingegno umano, perlopiù oggetti artistici di grande bellezza o originalità. Le antiche wunderkammer erano di proprietà di ricchissimi collezionisti, se non addirittura di sovrani. Si possono considerare le antesignane degli odierni musei, che le hanno soppiantate a partire dal XIX secolo e nei quali sono confluite spesso le meravigliose collezioni.
Come immagine per la locandina è stato scelto l’unicorno. Si tratta di un animale leggendario, con il corpo di cavallo bianco e un unico, lungo, corno in mezzo alla fronte. Gli si attribuivano poteri magici, e poteva essere ammansito solo da una vergine. Il suo corno aveva la facoltà di neutralizzare i veleni. Elisabetta I d’Inghilterra ne possedeva uno nella sua wunderkammer; gli era stato donato da un esploratore di ritorno dal Labrador, ed è probabile si trattasse di un corno di narvalo maschio.
Il Gruppo di Evuz art crede ancora, nonostante tutto, che l’Arte sia un antidoto ai veleni contemporanei.
La versione Wunderkammer 2018 vuole evidenziare l’evoluzione del gusto artistico attraverso i secoli. Infatti l’installazione sarà di stampo minimalista, e sarà composta da strutture in legno e pedane in ferro di varie misure, atte a sostenere gli oggetti artistici esposti: sono opere realizzate in legno, resina, tela, carta, creta, metallo, materiali vari.

Gli Artisti che compongono il team espositivo sono stati rigorosamente selezionati per la loro originalità, e ognuno contribuisce con un apporto del tutto personale all’installazione nel suo insieme.

 

 

donato da un esploratore di ritorno dal Labrador, ed è probabile si trattasse di un corno di narvalo ma

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Il cambiamento – Fuori Rassegna letterario Città di Vigevano

Mariateresa Andros PlanandoMariateresa Bocca e Andros

Pubblichiamo l’intervista di Mariateresa Bocca, Presidente dell’Associazione culturale Libellula, ad Andros, artista e scrittore, durante l’evento “Planando sulla realtà”:

M.B.
“Noi dobbiamo sentire la necessità e accettare che le cose cambino,che abbiano un termine, perché rimanere legati alla speranza di una durata infinita significa inserirli in una esistenza ripetitiva e triste.” Qual è la necessità di cambiamento per Andros, che cosa intende per cambiamento?
A.
Il cambiamento più che una necessità è un inevitabile fatto della vita. Tutto cambia di continuo dentro e fuori di noi, tendiamo a pensare di essere entità finite e concluse, ma siamo esseri in divenire, e lo siamo fino alla morte. Ci piace dire cose come “sono fatto così”, “questo non è da me”, “questo non lo farei mai”, perché ci danno sicurezza, ci illudono di avere un equilibrio ben definito, una forma ben definita e immutabile, ma le persone che incontriamo, i lutti, gli amori, le malattie e tutti gli altri fatti della vita ci cambiano di continuo. La vera difficoltà sta nel capire se questi cambiamenti portino o no dei miglioramenti. Più che interrogarmi sul cambiamento, che è ineluttabile, mi interrogo sul risultato del cambiamento. Fa migliorare? Fa peggiorare? Spesso è difficile dirlo, talvolta impossibile. Ciò che sembra un miglioramento alla lunga può rivelarsi un peggioramento, e viceversa.

La nostra destinazione non deve essere mai una meta, ma un nuovo modo di vedere le cose. Come vede la realtà Andros?
La filtro attraverso le mie esperienze, il mio vissuto, come è inevitabile che sia, e do la preferenza alle scomode verità piuttosto che alle confortanti bugie.

Per Kafka, l’arte doveva essere come un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi. Che cosa ne pensi?
Penso che Kafka avesse ragione. Mi accusano spesso di fare opere troppo dure, troppo forti, il punto è che per me l’arte più che una consolatoria pacca sulle spalle è un destabilizzante pugno sullo stomaco. È il canarino nella miniera, mostra in anticipo le crisi e le difficoltà di una società, e deve assicurarsi di mostrarle al fruitore, anche urlando, se serve. Oggi spesso serve, perché l’overdose di immagini è massiccia e la saturazione sempre alle porte. Spesso si esce da una mostra e non una sola delle immagini viste rimane nella memoria, questo non è un buon segno. Siamo abituati a essere bombardati da immagini, si stima che tra i vari social network, come Facebook, Instagram, Pinterest e altri, vengano riversati su Internet circa 5 milioni di immagini ogni giorno: è un fiume in piena. Tutto si riduce a rapide occhiate, per decidere al volo se un’immagine piace o no, per poi passare alla successiva. Per un artista che magari ha lavorato mesi su un’opera questo è a dir poco frustrante, e lo pone volente o nolente di fronte al fatto che in qualche modo deve competere con questo fiume di immagini, essere più forte, per non annegarvi.

Che cosa intendi per Bellezza?
Quello della bellezza è un problema che non mi pongo. La uso solo se e quando è funzionale a quello che intendo dire. Non ritengo sia una parte importante del mio mestiere, non ritengo abbia a che fare con l’arte, a meno che per bellezza non si consideri anche quella che titilla non solo gli occhi ma anche l’intelletto.

Michelangelo scolpiva il marmo per trovare dentro la materia l’idea e darle corpo. Che cosa cerca Andros quando realizza le sue sculture?
Il mio approccio è per forza di cose molto diverso. Più che vedere l’opera nella materia la visualizzo nella mia mente, in ogni dettaglio, ragionando anche su tutti i passaggi tecnici da realizzare per ottenere il risultato voluto. Il mio procedimento è molto cerebrale, lascio solo una piccola parte all’improvvisazione del momento, che solo di rado è preponderante. Del resto lavoro perlopiù con materiali, le resine, che non hanno una forma iniziale, in genere sono liquidi e la loro forma definitiva è decisa in tutto e per tutto da me, e dalle tecniche che utilizzo per dar loro una forma.

Per te l’arte può essere una difesa contro le offese della vita?
Certo, l’arte può avere anche questa funzione, può aiutare a esorcizzare paure e dolori, può essere una strada da percorrere per il loro superamento. L’importante è non nascondersi nell’arte per sfuggire alla realtà.

Come si può far amare l’arte ai giovani?
Portandoli a Lourdes. Scherzi a parte, non è facile, perché da un lato l’arte è sempre meno importante, sempre più ininfluente, sempre più derisa e offesa, dall’altro la meta più agognata di oggi è il guadagno facile e i miti sono coloro che questo guadagno facile sono riusciti a ottenerlo, magari anche in modo illecito. Scuola e famiglia potrebbero fare qualcosa, ma è difficile remare contro a un’intera società.

Che cosa pensi dell’arte contemporanea?
Penso sia in una situazione difficile, sia perché come dicevo oggi l’arte è del tutto ininfluente, sia perché molti vivono di nostalgie, tingendo di rosa il passato e di nero il presente. Pensano che tutta l’arte del passato sia grande e tutta quella del presente ridicola, ma le cose non stanno del tutto così. Arte ridicola si è sempre fatta, e oggi ci sono capolavori proprio come ce n’erano nel glorioso passato. Oggi abbiamo la più grande varietà di arte che si sia mai avuta nella storia dell’umanità, si fa di tutto, in tutti i modi, con tutti i materiali, con tutti i mezzi e i fini. Se una persona non ha trovato qualcosa dell’arte di oggi che gli piace è perché non ne conosce abbastanza. Basta cercare, e oggi con Internet è più facile che in passato, quando se non passava in galleria l’arte era del tutto invisibile. Se si vuole e si cerca, qualcosa che piace si trova.

A quale fase di cambiamento corrispondono le opere che hai esposto?
Non amo tanto parlare delle singole opere, preferisco lasciarle agli sguardi e discutere dei principi generali. Anche nell’arte tengo ben presente l’ineluttabilità del cambiamento, e sono pronto a cambiare, cosa che ho fatto ripetutamente nel corso di tanti anni spesi nell’arte. Queste opere, un dipinto e una scultura, sono molto diverse da tante altre da me realizzate negli anni, credo che questo rispecchi i cambiamenti che ci sono nella vita. Non potrei fare ancora quello che facevo venti anni fa, e tra venti anni non potrò fare ancora quello che faccio oggi. Dei punti in comune possono restare, ma il punto di vista e l’approccio cambiano, così come cambia la persona. Spesso però gli artisti sono restii a fare cambiamenti, un po’ per pigrizia o mancanza di idee e molto perché il mercato si aspetta da loro che siano subito riconoscibili, come una confezione del Mulino Bianco sullo scaffale di un supermercato.

Qual è lo sguardo dell’arte sulla realtà?
È un punto di vista sulla realtà. L’artista offre il proprio modo di vedere agli altri modi di vedere, da questo scontro-incontro possono nascere attriti o sinergie, ma che sia in accordo o meno il fruitore può comunque trarre uno spunto da quello che vede e che esperisce.

KLIMT: una mostra multisensoriale

20170924_113236testo e immagine di Mariateresa Bocca
700 immagini, oltre 40 mila pixel per una visione completa dell’opera di Klimt. Una esperienza multimediale che permette di immergersi nella sua arte. Una visione immersiva che ti fa vivere ogni immagine dal di dentro. Nella stanza, sulle pareti, sul pavimento vengono riprodotte in un dinamismo cromatico tutte le opere, accompagnate dalla musica di Beethoven,  Bach,  Mozart che ne esaltano ancora di più il significato.  Una experience room a 360 gradi. Chi non trova posto sui grandi cubi adibiti a divanetti al centro della sala, può  sdraiarsi per terra e le immagini delle opere diventano un flusso unico, forme fluide smaterializzate evocative di un’arte straordinaria. Di fronte alla sua opera in un museo, si vede e si tocca con lo sguardo quello che Klimt ha creato con le sue mani, però l’opera rimane distante. Qui si entra nell’opera,  si vedono le pennellate, le definizione di colore. Evocativa del suo pensiero, dell’idea che aveva del Bene e del Male, della femminilità,  della sensualità, del peccato, della Redenzione. A volte fiamme che avvolgono tutta la sala e il pavimento sembrano lambire lo spettatore che, sdraiato, ne sente quasi il calore. Altre volte è  invece una colata di oro fluido che  sorprende e accende gli occhi di bagliori, di sguardi rapiti dalla sontuosa ricchezza, dalla passione di un mondo pittorico che parla di un cuore che il visitatore sente ancora pulsare.

Nicola Crippa è il vincitore di Poesie sulla seggiola SLAM

La finale di Poesie sulla seggiola SLAM ha visto una grande partecipazione di pubblico e tanto entusiasmo tra i presenti nella Sala dell’affresco del Castello Sforzesco di Vigevano.
Pubblichiamo qui sopra qualche foto dell’evento. Nella prima c’è Nicola Crippa, il vincitore dello SLAM, poi si può vedere il pubblico; di seguito Bruno Rullo, coordinatore nazionale di SLAM ITALIA con Giuse Iannello, promotrice del concorso per il Gruppo di lettura Libellula, e infine tutto lo Staff dell’organizzazione, a partire da sinistra: Mattia Torraglia, che ha eseguito al piano le musiche di Valerio Incerto; Giuse Iannello; Izabella Teresa Kostka, presentatrice e componente del Comitato selezionatore; Bruno Rullo, presentatore e selezionatore; Bianca Garavelli, selezionatrice; Mariateresa Bocca, selezionatrice e lettrice: Valerio Incerto, compositore delle musiche e regista dell’evento; accosciata c’è Elisabetta Ubezio, lettrice.
Per chi volesse approfondire la conoscenza del vincitore Nicola Crippa:
https://www.youtube.com/channel/UCEPwuZ-XujICEwcH2KGQd6g
Questa, invece, una delle poesie che ha letto allo Slam:

Nella città insonne

Sogni ed incubi si alternano
Nella città insonne
Chiaro di stelle
Lascia spazio alla luce bianca
Di lampadari che non sanno
Spegnersi, zittirsi

Alberi e ghiri
Muti
Di fronte al chiasso confuso
E caotico
Di computer e stampanti e i-pad
Musica distrutta da ronzii

Fusa,
E sussurrii d’amore
Spersi
Tra i meandri di pruriti
Zigzag azzuffante
Tic e graffi tra le carni

Quando la pittura
Incontra la poesia
Uno squarcio
Può lacerare i versi
Che nelle notti
Inscenano
Dolci ninne nanne.

I FINALISTI di Poesie sulla seggiola SLAM

Ecco i finalisti che hanno finora confermato la loro presenza a Poesie sulla Seggiola SLAM di sabato 22 ottobre alle ore 17,00.

AURORA AVELLINO
ALESSANDRA BERATTO
NADIA CARUSO
ANNA CATASTINI
PAOLA CASULLI
NICOLA CRIPPA
PIETRO DE SIENA
LOREDANA FAYER
DANIELA FREGGIARO
ANNAMARIA GALLO
SERGIO MALVASI
ANDREA MORICONI
ALDO RONCHIN
GIANPIETRO PASSONI
VITTORIO TATTI
TITO TRUGLIA

Sarà il pubblico a decidere per alzata di mano il vincitore. Partecipate, sarete protagonisti!

POESIE SULLA SEGGIOLA SLAM #poesia

 

I locandina-slam-18sedici finalisti che si sfideranno sabato 22 ottobre alle ore17,00 a Vigevano sono stati selezionati e avvisati.
Tra qualche giorno, quando avremo la certezza della loro partecipazione allo SLAM, renderemo pubblici i loro nomi. Essendo un concorso di poesia performativa, la partecipazione alla finale si perfeziona solo c’è la partecipazione fisica del concorrente, altrimenti viene a cadere uno dei requisiti fondamentali.
Rimanete sintonizzati!

 

Non è mai notte quando vedo il tuo volto #reading

“Le più feroci non hanno un cuore come il tuo. Fuggi quando vuoi, e la storia sarà invertita: Apollo scappa e Dafne lo rincorre; la colomba insegue il grifone; la mite cerva corre ad afferrare la tigre. Vana corsa, quando la vigliaccheria ci insegue e la prodezza fugge.

Non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora a me non sembra che sia notte, nè che il bosco sia spopolato e solitario, perché per me tu sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi?

Non è mai notte quando vedo il tuo volto con la notte che non c'era

In occasione de “La notte che non c’era, notte bianca culturale del Comune di Vigevano, Il Gruppo di Libellula, in collaborazione con Rete cultura, presenta un progetto di Mariateresa Bocca ” Non è mai notte quando vedo il tuo volto”.
Coinvolgenti letture sceniche, tratte da “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, saranno sottolineate dalla omonima musica di Mendelssohn e una coreografia fiabesca incornicerà i portici del cortile di Corso Vittorio Emanuele 55  che accoglierà l’evento.

Poesie sulla seggiola SLAM “Se dormendo mi credo ai tuoi piedi”

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In occasione della XV Rassegna letteraria di Vigevano (che avrà come tema “La realtà vince il sogno?”), il Gruppo di lettura Libellula della Biblioteca Civica, in collaborazione con Rete Cultura Vigevano,  organizza un Poetry Slam leggermente modificato rispetto alle regole proprie di questa competizione poetica. Si chiamerà “Poesie sulla seggiola Slam – Se dormendo mi credo ai tuoi piedi”. L’evento si terrà alle ore 17,00 di sabato 22 ottobre 2016 negli spazi prestigiosi del Castello Sforzesco della città di Vigevano. Il titolo è un omaggio a Eugenio Montale (Il sogno del prigioniero) con cui si aprirà l’evento. Avrà come tema “Realtà e sogno” e i sedici concorrenti (precedentemente selezionati da un Comitato di lettura) si sfideranno in duelli poetici in cui sarà il pubblico a decretare il vincitore per alzata di mano. Le gare saranno intervallate da interventi musicali di Valerio Incerto che sottolineeranno brevi versi o poesie di poeti contemporanei non in concorso e di Grandi del passato, recitati da Mariateresa Bocca.
Lo slam “Poesie sulla seggiola” è apparentato, grazie a Bruno Rullo, con Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam; quindi, il vincitore dello slam di Vigevano accederà di diritto alla finale di Slam Italia del 2017 che si terrà in una città italiana, in data da definirsi all’inizio dell’anno.
I sedici finalisti saranno insindacabilmente scelti dal Comitato di lettura composto da:
-Mariateresa Bocca, poetessa e docente di letteratura italiana
-Bianca Garavelli, scrittrice, docente e critico letterario di Avvenire
– Izabella Teresa Kotska, poetessa.
-Bruno Rullo, poeta

La partecipazione è assolutamente gratuita.

Bando Poesie sulla seggiola Slam